Accordo per stabilizzare i 1.137 precari della sanità

3' di lettura 06/06/2022 - I 1.137 tra medici, infermieri. operatori socio-sanitari, tecnici e assistenti sociali che attualmente lavorano negli ospedali con contratti a tempo determinato saranno stabilizzati entro il 2023 e 656 lo saranno già per la fine del 2022.

A consentirlo un accordo firmato dal presidente e dall’assessore alla Sanità della Regione, dai dirigenti della Sanità regionale e da Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi-Usai e Nursing Up.

Un testo che per presidente e assessore è destinato a migliorare la sanità pubblica e permettere di smaltire le liste d'attesa. Inoltre, rappresenta un bel riconoscimento per un personale che ha consentito di combattere l’emergenza.

Potrà infatti essere stabilizzato chi al 30 giugno 2022 avrà maturato 18 mesi di servizio, di cui almeno 6 nel periodo Covid. Inoltre, nel bilancio delle aziende sanitarie verranno garantiti dalla Regione 7,8 milioni di euro di risorse straordinarie per la proroga a fine anno di 530 contratti a tempo determinato in scadenza nel secondo semestre del 2022, ritenuti necessari ai fabbisogni ma privi dei requisiti previsti dal Governo per la stabilizzazione.

L'accordo ufficializza anche il reperimento della copertura per il riconoscimento della retribuzione accessoria del personale relativa al 2021.

Il presidente della Regione ha rilevato che ci si è trovati di fronte a due strade: imparare la lezione che ha lasciato il Covid, ovvero che senza personale non si possono curare le persone e che i tagli del passato sono stati nefasti e quindi decidere di investire sulla sanità pubblica, oppure fare finta di niente. È stata scelta la prima.

A consentire questo risultato una politica finanziaria attentissima e la possibilità di utilizzare oltre 300 milioni di fondi europei, sbloccati dopo lunghe trattative con Roma e Bruxelles.

Altro punto qualificante dell'accordo l'impegno nella definizione ed applicazione del decreto Calabria, che prevede la possibilità di revisione del limite di spesa per il personale. Fermo restando il rispetto dell'equilibrio economico e finanziario del servizio sanitario regionale, è stato definito un incremento del 2% per il 2022 (non appena sarà definito a livello nazionale il riparto delle risorse per la Sanità delle Regioni e verranno rimborsati dallo Stato i circa 340 milioni residui della spesa per la pandemia anticipati dal Piemonte nel 2021), del 3 % per il 2023 e del 5% per il 2024.

I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno evidenziato l'importanza di un accordo definito storico. Un passo avanti per dare certezze al personale sanitario che ha dato un contributo fondamentale nella pandemia Covid attraverso la stabilizzazione, la proroga, il riconoscimento del salario accessorio 2021 e l'applicazione del decreto Calabria. Non un punto di arrivo, ma un punto di partenza per garantire servizi migliori per la sanità piemontese ed avviare una nuova stagione di assunzioni. Un accordo giunto al termine di un percorso anche complicato, ma che alla fine ha prodotto un esito soddisfacente.

Si è così concluso con questo risultato il tavolo permanente avviato il 4 maggio scorso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2022 alle 17:44 sul giornale del 07 giugno 2022 - 107 letture

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